Translations of “Israel pounds Gaza”

Translations below into Italian (Weber Potsie) and German (Andreas Mylaeus)

Israele bombarda Gaza con bombe “pesanti” statunitensi. Erdogan parla di una guerra tra Croce e Mezzaluna.

Mentre Israele avanza a Gaza e oltrepassa tutti i limiti della decenza e delle regole di guerra con il suo calloso disprezzo per le vite dei civili palestinesi, il suo principale sostenitore, gli Stati Uniti, si condanna allo status di paria nella comunità globale dei popoli e delle nazioni. Nella votazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di venerdì scorso su una risoluzione presentata dalla Giordania che chiedeva un cessate il fuoco immediato, gli Stati Uniti si sono trovati in una minoranza del 10% di Stati membri che hanno votato contro.

120 hanno votato a favore e 45, per lo più membri dell’UE, si sono astenuti. Si tratta di una notevole inversione di tendenza rispetto al voto del febbraio di quest’anno su una risoluzione che chiedeva il ritiro della Russia dall’Ucraina, in cui gli Stati Uniti avevano corrotto, blandito e minacciato un’ampia maggioranza di Stati membri dell’ONU per censurare la Russia.

A loro merito, i principali media occidentali continuano a fornire un’ampia copertura della catastrofe umanitaria che Israele sta infliggendo alla popolazione palestinese di Gaza.  L’intensità della distruzione a Gaza City, causata dai bombardamenti aerei, marittimi e terrestri delle ultime 48 ore, non lascia dubbi sul fatto che un attacco descritto come anti-Hamas, per stanare i suoi combattenti dai tunnel sotterranei, sia in realtà una replica della nakba del 1948, che spinse i palestinesi fuori dalle loro case e nei campi profughi. I quartieri residenziali e le infrastrutture di Gaza vengono polverizzate mentre alla popolazione viene detto di ritirarsi a sud dell’enclave. Prossima fermata, il Sinai?  Quello che Netanyahu e compagnia stanno facendo fa apparire la pulizia etnica di Milosevic un’azione da boy scout.

L’unica cosa vera del discorso di ieri di Netanyahu ai parenti degli ostaggi è che Israele sta combattendo la sua “seconda guerra di indipendenza”.  Sola differenze e’ che la prima non fu mostrata in televisione nelle case di tutto il mondo. La pura e semplice brutalità di questa di oggi è ora nei salotti di 7 miliardi di telespettatori ogni giorno.  Per quanto riguarda il resto del suo discorso, in particolare l’elogio delle forze armate israeliane definite come “le più morali” del mondo, si è trattato di un mucchio di balle. Le stesse ciniche bugie che promuovono la sua agenda politica in Medio Oriente sono la sua firma sulla scena mondiale da quando vendette a George Bush Jr l’idea che le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein rappresentassero una grave minaccia per la pace internazionale, incoraggiando così quella che fu poi la disastrosa invasione statunitense del 2003. L’invasione dell’Iraq, che è costata centinaia di migliaia di morti tra i civili, ufficialmente descritti come “danni collaterali” dagli invasori statunitensi, ha costituito il modello per quello che Netanyahu sta ora perpetrando in Palestina.

A loro discredito, i principali media occidentali sono stati meno propensi a trasmettere notizie delle manifestazioni a sostegno dei palestinesi in tutto il mondo. Forse i comitati editoriali temono di incoraggiare le forze interne di opposizione, in particolare le loro consistenti popolazioni di minoranza musulmana.

Tra le tante manifestazioni di ieri in Europa e nel mondo, sicuramente la più importante come indicatore di un mutato equilibrio politico e militare mondiale è stata quella tenutasi all’aeroporto di Istanbul, che si dice abbia contato tra 500.000 e 1.500.000 persone a seconda della fonte. L’oratore principale è stato il presidente turco Erdogan. Ha denunciato l’Occidente e soprattutto gli Stati Uniti come i veri responsabili della tragedia che si sta consumando oggi a Gaza. Ha chiesto retoricamente se l’Occidente non stia cercando una nuova guerra tra la Mezzaluna e la Croce. Ha definito lo Stato di Israele criminale di guerra. Non sorprende che poco dopo Israele abbia ritirato i suoi diplomatici dalla Turchia. È facile immaginare che la Turchia romperà le relazioni diplomatiche con lo Stato israeliano, esercitando così un’enorme pressione sulla Giordania e su altri Stati musulmani sunniti della regione affinché facciano lo stesso.

Tra parentesi, noto che l’equilibrismo di Erdogan sulla permanenza del suo Paese nella NATO e le sue ripetute denunce degli Stati Uniti potrebbero essere insostenibili. In tal caso, la NATO rischia di perdere il suo più grande contingente militare, con un impatto notevole sull’architettura di sicurezza europea, e chiaramente molto più grande di quello che la recente aggiunta di Svezia e Finlandia potrebbe avere.

Tornando indietro di ottocento anni, si parlava allora dei due “occhi” nel mondo conosciuto:  La Turchia (allora impero ottomano) come capo dei musulmani sunniti e l’Iran (allora Persia della dinastia Safavide), come capo dei musulmani sciiti. Questa sovrapposizione religiosa alla competizione politica nella regione è valida ancora oggi. In quest’ottica, è degno di nota che oggi Ankara e Teheran parlino con una voce sola dell’assoluta inaccettabilità di quello che Israele sta facendo a Gaza.

Ricordiamo le note regole del teatro di Anton Cechov: se un fucile viene menzionato nel primo atto, esploderà con effetto mortale nel terzo. Sembra che Netanyahu e il suo gabinetto di guerra abbiano dimenticato, o più probabilmente non abbiano mai letto Cechov.

Alcune delle questioni esposte in precedenza hanno costituito il materiale di un’intervista di cinque minuti che ho rilasciato a WION. Da notare la presentazione molto equilibrata fatta da WION nella sezione introduttiva di questa intervista.

Israel bombardiert den Gazastreifen mit “schweren” US-Bunkerbomben. Erdogan spricht von einem Krieg zwischen Kreuz und Halbmond.

Während Israel weiter in den Gazastreifen einmarschiert und durch seine rücksichtslose Missachtung des Lebens palästinensischer Zivilisten alle “roten Linien” der Kriegsrechts überschreitet, verurteilt sich sein wichtigster Unterstützer, die Vereinigten Staaten, selbst zum Paria-Status in der globalen Gemeinschaft der Völker und Nationen. Bei der Abstimmung der UN-Generalversammlung am Freitag über eine von Jordanien eingebrachte Resolution, in der eine sofortige Waffenruhe gefordert wurde, waren die Vereinigten Staaten in einer 10 %igen Minderheit der Mitgliedstaaten, die dagegen stimmten, während 120 dafür stimmten und 45, meist EU-Mitglieder, sich der Stimme enthielten. Dies war eine bemerkenswerte Kehrtwende gegenüber der Abstimmung im Februar dieses Jahres über eine Resolution, in der der Rückzug Russlands aus der Ukraine gefordert wurde und in der die USA eine große Mehrheit der UN-Mitgliedsstaaten bestochen, beschwatzt und bedroht hatten, um Russland zu tadeln.

Es ist den großen westlichen Medien hoch anzurechnen, dass sie weiterhin ausführlich über die humanitäre Katastrophe berichten, die Israel der palästinensischen Bevölkerung in Gaza zufügt. Das Ausmaß der Zerstörung in Gaza-Stadt durch Luft-, See- und Bodenbombardements in den letzten 48 Stunden lässt keinen Zweifel daran, dass ein Angriff, der als gegen die Hamas gerichtet beschrieben wird, um deren Kämpfer aus den unterirdischen Tunneln zu vertreiben, in Wirklichkeit eine Wiederholung der Nakba von 1948 ist, die die Palästinenser aus ihren Häusern in Flüchtlingslager trieb. Die Wohnviertel und die Infrastruktur des Gazastreifens werden zu Staub zermahlen, während die Bevölkerung angewiesen wird, sich in den Süden der Enklave zurückzuziehen. Nächster Halt: Sinai? Was Netanjahu und Co. tun, lässt den ethnischen Säuberer Milosevic wie einen Pfadfinder aussehen.

Die einzige Wahrheit in Netanjahus gestriger Ansprache an die Angehörigen der Geiseln war, dass Israel seinen “zweiten Unabhängigkeitskrieg” führt. Der erste war in den Haushalten der Welt nicht im Fernsehen zu sehen. Dieses Mal ist dessen schiere Hässlichkeit in den Wohnzimmern von 7 Milliarden Zuschauern täglich zu sehen. Was den Rest seiner Rede betrifft, insbesondere die Lobpreisung der israelischen Streitkräfte als “die moralischsten” der Welt, so war dies ein Haufen Lügen. Zynische Lügen, die seine politische Agenda im Nahen Osten vorantreiben, sind das Markenzeichen dieses Mannes auf der Weltbühne, seit er George Bush Jr. die Vorstellung verkaufte, dass Saddam Husseins Massenvernichtungswaffen eine ernste Bedrohung für den Weltfrieden darstellten, und damit die katastrophale US-Invasion von 2003 begünstigte. Und die Invasion im Irak, die Hunderttausende von zivilen Todesopfern forderte, die von den US-Invasoren offiziell als “Kollateralschäden” bezeichnet wurden, war das Vorbild für das, was Netanjahu jetzt in Palästina anrichtet.

Zu ihrem Misskredit haben die großen westlichen Medien weniger über die Demonstrationen zur Unterstützung der Palästinenser in aller Welt berichtet. Vielleicht fürchten die Redaktionsausschüsse, die einheimischen Oppositionskräfte zu ermutigen, insbesondere ihre eigenen großen muslimischen Minderheiten.

Von den vielen Demonstrationen, die gestern in Europa und auf der ganzen Welt stattfanden, war die auf dem Istanbuler Flughafen sicherlich die wichtigste als Indikator für ein verändertes politisches und militärisches Gleichgewicht in der Welt. Der Hauptredner war der türkische Präsident Erdogan. Er prangerte den Westen und insbesondere die Vereinigten Staaten als diejenigen an, die wirklich für die Tragödie verantwortlich sind, die sich heute in Gaza abspielt. Er stellte die rhetorische Frage, ob der Westen nicht einen neuen Krieg zwischen dem Halbmond und dem Kreuz anstrebe. Er bezeichnete den Staat Israel als Kriegsverbrecher. Es ist nicht überraschend, dass Israel kurz darauf seine Diplomaten aus der Türkei abzog. Man kann sich leicht vorstellen, dass die Türkei die diplomatischen Beziehungen zum israelischen Staat abbricht und damit enormen Druck auf Jordanien und andere sunnitisch-muslimische Staaten in der Region ausübt, dies ebenfalls zu tun.

In diesem Zusammenhang möchte ich anmerken, dass Erdogans Spagat zwischen dem Verbleib seines Landes in der NATO und seinen wiederholten Anschuldigungen gegen die Vereinigten Staaten möglicherweise unhaltbar ist. Sollte dies der Fall sein, würde die NATO ihr größtes militärisches Einzelkontingent verlieren, was sich auf die europäische Sicherheitsarchitektur auswirken würde und jede vermeintliche Stärkung der NATO durch die jüngste Aufnahme Schwedens und Finnlands in den Schatten stellen würde.

Vor achthundert Jahren gab es zwei “Augen” in der bekannten Welt: Die Türkei (damals das Osmanische Reich) als Oberhaupt der sunnitischen Muslime und der Iran (damals das Persien der Safawiden-Dynastie) als Oberhaupt der schiitischen Muslime. Diese religiöse Überlagerung des politischen Wettbewerbs in der Region hat bis heute Bestand. Vor diesem Hintergrund ist es bemerkenswert, dass Ankara und Teheran heute mit einer Stimme darüber sprechen, dass das, was Israel in Gaza tut, völlig inakzeptabel ist.

Erinnern wir uns an die bekannten Regeln des Dramas, die von Anton Tschechow aufgestellt wurden: Wenn im ersten Akt ein Gewehr erwähnt wird, wird es im dritten Akt mit tödlicher Wirkung abgefeuert. Es scheint, als hätten Netanjahu und sein Kriegskabinett Tschechow vergessen oder – was wahrscheinlicher ist – nie gelesen.

Einige der oben genannten Punkte waren Gegenstand eines fünfminütigen Interviews, das ich WION gegeben habe. Beachten Sie die sehr ausgewogene Darstellung von WION in der Einleitung zu diesem Interview…