Translations of “Russian political elites…”

Translations below into Italian (Weber Potsie) and German (Andreas Mylaeus)

Le élite politiche russe sui loro omologhi statunitensi: imbroglioni!

Lo showman americano del XIX secolo P.T. Barnum è noto soprattutto per il suo aforisma “Ogni minuto nasce un babbeo”.  È proprio questo il tipo di cinico imbroglione che incarna l’establishment politico americano di oggi, secondo osservatori e legislatori russi che appaiono nel seguitissimo talk show Evening with Vladimir Solovyov. Nel loro mirino c’è solo quello che chiamano “il Biden collettivo”, cioè il pazzo senile e disorientato che ha il dito sul pulsante rosso, e lo “Stato profondo” che scrive i suoi discorsi e lo porta da una conferenza all’altra. Il sistema include anche i furfanti del Senato americano come Chuck Schumer, il mio compagno di studi a Harvard Mike Blumenthal e il famigerato Lindsey Graham. Questi personaggi sono gli stessi che vengono spesso intervistati dalle televisioni americane e che si dicono portavoce dei russi all’estero [anti-Putin].

Chi ha avuto modo di guardare RT (Russia Today) sa che c’e’ stato un grosso cambiamento di toni nella élite russa nei confronti della classe politica americana, che ora viene vista con totale disprezzo. Quando i media mainstream occidentali dicono che “c’è poca fiducia tra le parti”, non hanno idea di quanto sono lontani dalla realtà delle cose in Russia.

Se scaviamo un po’ più a fondo, il disprezzo dei commentatori politici russi, molti dei quali sono in possesso di titoli accademici avanzati, si basa sulla convinzione che i politici americani, come le loro controparti dell’Unione Europea oggi, siano poco istruiti se non semplicemente ignoranti. Per una curiosa ironia del destino, gli americani appaiono ai sofisticati russi come i bifolchi conniventi che un tempo gli americani vedevano nei leader sovietici dell’epoca di Krusciov.

Forse ci siamo fatti tutti una risata a spese della stupidissima ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock, che alcuni mesi fa ha detto che “Vladimir Putin deve cambiare rotta di 360 gradi”. Ma a Mosca le risate più grandi sono state fatte a spese di Jake Sullivan, consigliere del Presidente per la sicurezza nazionale, apparentemente ben preparato e laureato a Yale, a causa della sua citazione di un paio di settimane prima dell’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre, e mai smentita, secondo cui “il Medio Oriente è più tranquillo ora di quanto non lo sia mai stato in due decenni”. Il valore di un’istruzione Ivy League, un tempo considerata il non plus ultra dagli ambiziosi genitori oligarchi di Mosca, si è dimostrato nullo.

Di fronte a tanta arroganza ed ignoranza in America e più in generale in Occidente, l’elite russa non vede più’ alternativa se non prepararsi al peggio e ad un attacco da parte americana. Attacco che gli Stati Uniti potrebbero scatenare in ogni momento contro alleati della Russia, come l’Iran, come suggerisce lo stazionamento di un sottomarino americano armato di armi nucleari nel Mar Rosso. I russi ormai anticipano lo scoppio di una guerra diretta con Washington in ogni istante.

Per questo motivo, sono determinati ad aumentare ulteriormente le spese militari e a potenziare enormemente e velocemente il loro complesso industriale militare. Per dirla con Lev Tolstoj nell’Epilogo di Guerra e Pace, Vladimir Putin è lo strumento delle élite russe quanto o più di quanto sia il loro apripista.

Ho citato tutto ciò per aiutare i lettori a capire come le élite politiche russe e il Cremlino leggono quello che che sta emergendo nei media statunitensi e occidentali, secondo i quali la guerra tra Russia e Ucraina avrebbe raggiunto un’impasse e che sarebbe giunto il momento per le due parti di negoziare una pace.

I russi ritengono che questo significa che gli Stati Uniti stiano spostando le loro priorità sul conflitto in Medio Oriente e sulla preparazione del prossimo confronto armato con la Cina. Kiev può ora essere lasciata andare senza richiamare indebitamente l’attenzione sull’inaffidabilità dell’America come garante della difesa, perché i media mondiali sono concentrati sullo scontro Hamas-Israele.

Ma dal punto di vista delle élite russe, la guerra in Ucraina si è inclinata decisamente a favore di Mosca, ora che Kiev ha esaurito le sue riserve umane e materiali per condurre la guerra. I russi non hanno alcun interesse ad una soluzione simile a quella coreana, ovvero ad un “conflitto congelato” che potrebbe essere riscaldato di nuovo in futuro, quando Washington lo deciderà. E non si siederanno a un tavolo negoziale finché e a meno che Kiev non capitoli e accetti ciò che equivale alla neutralità e alla rimozione del regime neonazista di Zelensky. Mosca è pronta a combattere “fino a quando sarà necessario” per raggiungere i suoi obiettivi.

Russische politische Eliten über ihre amerikanischen Amtskollegen: Falschspieler!

Der amerikanische Schausteller P.T. Barnum aus dem 19. Jahrhundert ist vor allem für seinen Aphorismus “There’s a sucker born every minute” (jede Minute wird ein Trottel geboren) bekannt. Genau diese Art von zynischem Falschspieler verkörpert nach Ansicht russischer Beobachter und Parlamentarier, die in der viel beachteten Talkshow Abend mit Vladimir Solovyov auftreten, heute das politische Establishment Amerikas. Im Fadenkreuz haben sie nicht nur das, was sie “den kollektiven Biden” nennen, d.h. den senilen, desorientierten Narren, der den Finger auf dem roten Knopf hat, sowie den tiefen Staat, der seine Reden schreibt und ihn zu seinen Auftritten hin- und hersteuert. Dazu gehören auch Schurken im US-Senat wie Chuck Schumer, mein Klassenkamerad (Harvard ’67) Mike Blumenthal und der stets berüchtigte Lindsey Graham. Ihre O-Töne werden sehr häufig auf dem Bildschirm eingeblendet, damit die Zuschauer besser verstehen können, was Russlands frühere “Partner” im Ausland sagen.

Diejenigen unter Ihnen, die RT (Russia Today) gesehen haben, haben noch nie eine so scharfe Analyse und so viel Verachtung für die amerikanische politische Klasse erlebt. Das geht viel weiter, als Sie sich vorstellen können, wenn westliche Mainstream-Medien zugeben, dass es “wenig Vertrauen zwischen den Seiten” gibt.

Wenn man etwas tiefer gräbt, beruht die Verachtung der russischen politischen Kommentatoren, von denen viele einen akademischen Abschluss haben, auf ihrer Überzeugung, dass die amerikanischen Politiker, wie ihre heutigen Kollegen in der Europäischen Union, schlecht ausgebildet, wenn nicht sogar schlichtweg Ignoranten sind. Durch eine seltsame Ironie des Schicksals erscheinen die Amerikaner den russischen Sophisten als die hinterhältigen Tölpel, die die Amerikaner einst in den sowjetischen Führern zu Chruschtschows Zeiten sahen.

Wir haben vielleicht alle über die völlig dumme deutsche Außenministerin Annalena Baerbock gelacht, die vor einigen Monaten sagte, dass “Wladimir Putin seinen Kurs um 360 Grad ändern muss”. Aber die größten Lacher hat man in Moskau über den scheinbar gut ausgebildeten, in Yale studierten Jake Sullivan, den Nationalen Sicherheitsberater des Präsidenten, und sein unvergessliches Zitat ein paar Wochen vor dem Hamas-Angriff auf Israel am 7. Oktober, dass “der Nahe Osten jetzt so ruhig ist wie seit zwei Jahrzehnten nicht mehr”.

Diese russischen Diskussionsteilnehmer lachen und weinen jedoch gleichzeitig. Der Wert einer Ivy-League-Ausbildung, die von ehrgeizigen Oligarchen-Eltern in Moskau einst als das Nonplusultra angesehen wurde, hat sich als gleich null erwiesen. Vielmehr sehen sie keine Alternative dazu, sich auf die schlimmsten Gräueltaten vorzubereiten, die die Vereinigten Staaten jeden Moment gegen Russlands Verbündete wie den Iran verüben könnten. Das ist der unsubtile Hinweis, den sie in der Stationierung eines atomar bewaffneten US-U-Boots im Roten Meer sehen. Sie sehen jeden Moment den Ausbruch eines direkten Krieges mit Washington voraus. Daher sind die Russen entschlossen, die Militärausgaben weiter zu erhöhen und den militärisch-industriellen Komplex in nächster Zukunft um ein Vielfaches auszubauen. Um es mit den Worten von Lew Tolstoi in seinem Nachwort zu Krieg und Frieden zu sagen: Wladimir Putin ist das Instrument der russischen Eliten, mehr noch, er ist ihr Wegbereiter.

Ich erwähne all dies, um den Lesern zu helfen, zu verstehen, wie die russischen politischen Eliten und der Kreml auf die Vorschläge reagieren, die jetzt in den amerikanischen und westlichen Medien auftauchen, dass der russisch-ukrainische Krieg in eine Sackgasse geraten sei und dass es für beide Seiten an der Zeit sei, einen Frieden auszuhandeln.

Für die Russen bedeutet dies, dass die Vereinigten Staaten ihre Prioritäten auf den Konflikt im Nahen Osten und die Vorbereitung auf die kommende bewaffnete Konfrontation mit China verlagert haben. Kiew kann nun losgelassen werden, ohne dass die Unzuverlässigkeit Amerikas als Verteidigungsgarant übermäßig auffällt, denn die globalen Medien konzentrieren sich auf den Kampf zwischen Hamas und Israel.

Aus Sicht der russischen Eliten hat sich der Krieg in der Ukraine jedoch entscheidend zu Moskaus Gunsten verschoben, nachdem Kiew seine menschlichen und materiellen Reserven für die Kriegsführung weitgehend erschöpft hat. Diese Eliten haben keinerlei Interesse an einer Lösung wie in Korea, an einem “eingefrorenen Konflikt”, der irgendwann in der Zukunft wieder aufgewärmt werden könnte, wenn Washington dies beschließt. Nein, sie werden sich nicht an einen Verhandlungstisch setzen, solange Kiew nicht kapituliert und akzeptiert, was auf Neutralität und die Beseitigung des neonazistisch geführten Zelenski-Regimes hinausläuft. Moskau ist bereit, so lange zu kämpfen, wie es nötig ist, um seine Ziele zu erreichen.